Pippo Cosenza – Azuleio di carne e di sangue

Azuleio di carne e di sangue

Pippo Cosenza

Brasiliana di Rio de Janeiro Adriana Varejão è un artista che si distingue come una delle figure più originali dell’arte contemporanea,  ha un percorso creativo che riesce a sintetizzare immagini del passato connesse ai colonizzatori portoghesi con il quotidiano vissuto e sofferto. Un universo sublime e sinuoso di straordinaria potenza dovuta alla magia di una narrazione che si apre a inusitate prospettive compositive, a territori dell’anima  intensamente esperiti verso una globalizzazione dell’arte raggiunta sul piano del linguaggio con soluzioni visive in risposta alle devastazioni e agli orrori compiuti dai conquistadores. Una sequenza di opere al confine tra pittura e scultura la cui superficie è solcata da profonde ferite da cui sgorgano brandelli di carne e visceri palpitanti.  Una produzione basata sul contrasto per rievocare la memoria della dominazione portoghese che ha attraversato dolorosamente il Brasile. Sangue, morte, anima, natura, cannibalismo sono le tematiche che evidenzia mettendo a confronto/scontro le splendenti e terse superfici barocche dagli azzurri cromatismi degli azulejos con brandelli di carne viva. Squarci che si aprono su frammenti di muro per svelare cruente anatomie di viscere umane, una materia viva pulsante, una putrida struttura di carni e membrane non riconducibile ad un solo corpo umano, ma all’idea stessa della carnalità. Nei lavori della Varejão  lo stile senza tempo del Barocco con la sua ridondante sontuosità è l’alchimia che fa da collante e rende possibile l’assemblaggio di elementi in totale contrapposizione fra loro.  La Fondation Cartier pour l’Art Contemporain  presenta a Parigi nel 2005  la prima mostra in Europa di  Adriana Varejão nel quadro della manifestazione Brésils Brésils. Appositamente create per l’esposizione:  Celacanto provoca maremoto (2004), si compone di 48 tele-azulejos bianche e blu: ogni tela è un frammento di un motivo decorativo barocco, ma l’assemblaggio caotico delle parti crea un disegno vorticoso come un’onda marina gigantesca, frantumata e vorace per espandere la sua forza anche sul mondo al di fuori. Le due “rovine” dal titolo Linda da Lapa e Linda do Rosário (2004) hanno la silhouette di una  accidentale frattura di muri,  frammenti di parete per dare luogo a spazi sensibili che trasudano carne viva lungo i tagli,  carne cruda che diventa un’entità fluida indefinita e magica.

il 16 Dicembre del 2012 ha avuto  epilogo Histórias às Margens “Storie ai margini  la retrospettiva a lei dedicata a cura di Adriano Pedrosa presso il  Museum of Modern Art, a San Paolo del Brasile. Storie subalterne, intime, decentrate, dimenticate dalla storia tradizionale, ma scritte con il sangue degli umili e degli oppressi  che attraverso intrecci e citazioni che vanno dalla storia dell’arte all’arte sacra, dalle piastrelle di ceramica alla iconografia coloniale, dalla geometrizzazione dello spazio architettonico all’astrazione geometrica,  acquisiscono una dimensione politica. Il filo conduttore e tema ricorrente della ibrida e polifonica pittura della Varejão  è il corpo: decostruito, frammentato, mutilato, tatuato o semplicemente metaforicamente sottinteso e interiorizzato nelle labirintiche e luminose monocromie delle Saune. E’ il corpo in tutte le possibili declinazioni che si rivela come la pelle e la carne delle sue opere e che innesca relazioni plurali fra la sua arte e la vita. Plates, Saunas and baths, Jerked-beef ruins, Seas and tiles, Tongues and incisions, Irezumis, Academics, Proposal for a catechesis, Terra incognita, Baroque, sono i cicli della sua vasta produzione presentati nella retrospettiva, una sequenza di 42 opere  esposte in ordine cronologico a partire dal 1991 in dieci ambienti, avvalendosi di prestiti dal Guggenheim (New York), Fundació “La Caixa” (Barcellona e la Tate Modern (Londra), ed esibite per la prima volta in Brasile. Wall with incisions a la Fontana – triptych, 2002, Wall with incisions a la Fontana, 2000, sono due lavori che fanno parte del ciclo Tongues and incisions. Con i Tagli Fontana ribalta in arte il concetto cubista dello spazio permettendo allo sguardo di penetrare oltre i confini verso misteriosi e ignoti orizzonti per intravedere uno spazio potenzialmente infinito.  Anche  I tagli “alla Fontana” di Varejão sono segni decisi e assoluti ma si aprono a una visione nuova: dalle profonde ferite inferte sulle bianche piastrelle della superficie muraria sgorga una putredine di sangue e carne.

Quello della Varejão  è un racconto dell’arte non comune, voluttuoso e terribile, sensuale e crudele, sontuoso e drammatico, la trama e l’ordito di un tessuto che associa alla atemporalità del barocco i  terribili crimini che hanno caratterizzato la storia e la società brasiliana. L’affermazione di un’azione artistica  che non vuole compiacere o arredare ma vuole combattere l’arroganza di qualsivoglia potere.